Le radici di Urbino

Nel 1564 lo zafferano era coltivato “… per disposizione del Duca d’Urbino ..." che dopo una "... visita da persona tecnica ..." sceglie il "... territorio di Durante per vedere se sia suscettibile di coltivarvi lo zafferano ...".

Negli anni 1569-1572 Costanzo Felici, nato a Piobbico, medico dei Duchi Della Rovere, nel trattato "De l'insalata e piante che in qualunque modo vengono per cibo de l'homo" afferma di questa spezia: "Il zapharano, *crocus* da' Latini, verà prima fra quelle cose che chiamano aromati, quale è un filamento de un fiore da noi molto cognosciuto. Viene, dico, lui frequentissimo e quotidianamente nelle cucine et è tale che quasi vole entrare per tutto, contribuendo alquanto il suo sapore et odore et corregendo molti diffetti d'altre vivande e poi mostrando il suo bello colore giallo; et troppo longa cosa saria in volere retrovare ogni cosa dove entra. …".

Oggi Giallo di Corte riscoprendo la pregiata spezia ha intrapreso un percorso che a partire dal glorioso passato volge uno sguardo al futuro con azioni di recupero, salvaguardia, valorizzazione e promozione del suo zafferano come un prodotto fortemente legato all’antica tradizione del territorio ducale. 

Per questo Giallo di Corte è ripartito dalla radice ducale e dalla città di Urbino. Ha instaurato una collaborazione con l’Orto Botanico del Dipartimento di Scienze Biomolecolari dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo ed ha coltivato gli esemplari di crocus sativus L. concessi ripartendo da quelle stesse terre (vallata del Metauro e colline dei Montefeltro) già scelte dal Duca Federico.

 

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ALLEGATI
  • lettera orto botanico.pdf (0.16 MB)
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